18 dicembre 2008

Il Male Scuro


Vi voglio raccontare una cosa. Senza vergogna. Vi voglio parlare del male scuro.

Ci sono dei giorni, delle mattine, che senza preavviso incomincio a sentire un peso sul petto, nel petto, è una sensazione di oppressione, di dolore non ben definibile.

Sale piano piano, a volte mi fanno male le tempie ed il respiro si fa faticoso, ansimante.

È come avere un polipo nero dai tentacoli neri nascosto dentro di te che rilascia il suo liquido nero che a sua volta piano piano investe tutto il tuo corpo.

Diventa più difficile pensare, i problemi si ingigantiscono, il futuro pare una montagna insormontabile.

A volte sparisce così come è arrivato, altre volte rimane per qualche giorno e quei giorni sono pesanti, stancanti.

Sono giorni veramente tanto faticosi: si sorride fuori e ci si sente morire dentro.

Sto cercando, quando arriva, di guardarlo come se fossi uno spettatore,di vederlo transitare, di sentirlo allontanare.

Ecco perché ci sono dei giorni o dei periodi che sono stanco e di cattivo umore, perché oltre a tutto il resto devo lottare con qualcosa dentro di me che ancora non conosco bene.

So di non essere l’unico, magari qualcuno vuole scriverne… magari ci si da conforto…

10 dicembre 2008

Distruggerei Presepi


DISTRUGGEREI PRESEPI

Distruggerei presepi
Con metodo con cattiveria
Con la rabbia del rancore

Per primi i pastori
Con tutte le loro pecore
Schiaccerei le case
Col peso delle mani
Via i pescatori felici
Dall’ebete sorriso stampato
All’aria i suonatori di flauto
E gli odiosi re magi
Dagli inutili e falsi doni

Poi mi fermerei alla capanna
Guarderei la famiglia felice
Gridando “Ma dov’è sto amore?”
“Che cosa sei venuto a portare?”

E basterebbe un colpo solo
Per vedere volare
Abulica anche la stella

05 dicembre 2008

26 novembre 2008

Questo Silenzio Tra Loro


QUESTO SILENZIO TRA LORO

Questo silenzio tra loro è un’aria vibrante
Un soffio di vento che riempie lo spazio
Lei sente i suoni nascosti dei suoi desideri
Sospesi in bolle di infinite e tonde paure
Accade che siano ferite a dettare melodia
In fondo la platea è la vita che guarda
E si deve suonare anche senza fervore

Lui si sente stordito dalle gran sinfonie
Che echeggiano forti dai pensieri di lei
Note veloci come un allegro o una fuga
Rincorsa di suoni e ritmi incalzanti
Mancando il libretto a volte si è persi e confusi
E l’adagio ti lascia improvviso senza respiro

L’applauso non sempre soddisfa il maestro
Quando sembra spazzare quel po’ di magia
C’è un momento soltanto che si vorrebbe fermare
Quando improvviso risale sospeso il silenzio
Tutto si ferma di colpo come in ascolto
La gente galleggia nell’aria composta
Nessuna parola sbagliata neanche un respiro

25 novembre 2008

photo by tonolik


LA CITTA’ ERA RUMORE

La città era rumore
E il rumore era musica
Voi raccoglievate firme per cambiare il mondo
Mentre il mondo cambiava con leggi sue
Due ragazzi si baciavano senza tempo
Due vecchietti si portavano per braccio
La fontana pisciava fuori perché il vento era forte

Era sabato pomeriggio
E la gente si rincorreva con buste in mano
Le luci di natale si accendevano tutte insieme
Come i nasi che guardavano all’insù stupiti
Era musica di una città che pulsava
Che a modo suo nella sera si raccontava

06 novembre 2008

You Are The Skin

Photo by Tonolik

Stavo correndo, era una domenica mattina e mi è venuta in mente la frase “you’re the skin of my body”.
Poi è rimasta li, ogni tanto tornava in mente, pensavo a come metterla in una poesia, l’idea di un testo in inglese mi spaventava, ma forse ci poteva stare bene anche dentro un testo in italiano.
Una sera ero in compagnia quando improvvisamente mi si è aperta una “porta” mentale e ripensando a “you are the skin of my body” è uscito il testo. Ed è uscito in inglese.
Può essere una poesia dedicata a una donna, in modo specifico la prima parte, mentre la seconda è più intimista, ma identifica anche la dualità che esiste in ogni essere umano, quello che si è dentro e quello che si è fuori, come si è nell’anima e come si appare all’esterno.
Amo molto il verso conclusivo, mi capita spesso di essere “le bugie chiuse nei miei occhi”, sono li, messe a disposizione di chi le sa trovare, di chi le vuole leggere.



YOU ARE THE SKIN

You are the skin of my body
You are the hand to hold in the dark
You are the way under my feet
You are the ice in a hot day
You are the rainbow after the rain
You are the tears after the fears
You are the hair lost in my bed
You are the girl I’d like to be

I’m the feeling frozen in my heart
I’m the shield built between us
I’m the stupid words to make you smile
I’m the music you play in my soul
I’m the lies closed in my eyes

31 ottobre 2008

Niente Più Versi


NIENTE PIU’ VERSI

Niente più versi
Per quest’anima arida
Amari messaggi
Da dita diverse
Rimbrotti e rumori
Come suoni stridenti

Non canta più
Il violino solista
Non pizzican corde
Le dita indurite
Han perso il talento
Il ritmo del vento

Scrivevo le note
Con la mia penna
Eran solo parole
Segni su carta
Di una vita normale
Memoria sonora

26 ottobre 2008

About me!

homo egoticus

Dopo tutti i commenti al post precedente, mi sento in diritto ed anche in dovere di rispondere.

Sono stato definito egoista, egocentrico, egotico, bugiardo, in cerca della riva dove ritroverò amore ed ideali, persona di cui non fidarsi, etc, etc e nello stesso tempo ho trovato tra le righe delle risposte dimostrazioni di affetto ed in parte penso anche di stima.

Sono sicuramente un egocentrico, forse è per combattere una timidezza ed una insicurezza che si celano in me… è vero che spesso tendo a mettermi davanti a tutto e tutti ed in questi ultimi 3 anni l’IO per me è diventato molto importante. Prima mettevo sempre davanti gli altri, ora ho deciso di lasciare spazio a me.

Egoista. In realtà pensavo di essere molto altruista, ma pensandoci è vero che lo sono diventato un po’… mi ritrovo forse quando mi si accusa di non pensare ai danni che posso provocare agli altri… è anche vero che se non si è un po’ egoisti non si fa nulla.

Bugiardo. Beh, si… nel senso che sulle questioni “sentimentali” o “sessuali” faccio fatica ad essere completamente trasparente come lo sono credo per tutte le altre cose che mi riguardano. Ma è difficile per me essere schietto… diciamo che più che bugiardo cerco di dire delle mezze verità che poi forse sommate tutte insieme danno la verità. Ma non è facile, pur se le regole del rapporto sono state definite da subito, dire ad una donna che si fa sesso con un'altra.

In cerca dei valori persi e dell’unico amore. Ma… diciamo che in cerca dell’amore è forse vero, dell’unico è difficile da dirsi. Spesso sono assalito dai dubbi se io abbia mai amato o se sia capace di amare. In quanto hai valori persi, alcuni sono contento di averli messi da parte, altri sono sicuro che torneranno in forma diversa, ma sicuramente non saranno quelli di prima.

Egotico. È una definizione complessa, cercatela su internet http://it.wikipedia.org/wiki/Egotismo. Sicuramente il mio egocentrismo e la mia visione del sesso e del femminile possono in parte avvicinarmi a questa definizione… anche se la trovo un po’ cattivella.

Persona di cui non fidarsi. È la cosa che mi ha ferito di più. Spero che non sia vero. Non ho altro da dire.

Una cosa è vera. Mi piacciono le donne. Mi piace l’universo femminile. Vedere una donna che sta bene con me è una delle soddisfazioni più grandi che provo in questo periodo.
Invidio la donna, invidio la sua femminilità, mi piace annusarla, mi piace scoprirla, mi piace fare le cose che fanno le donne per capire almeno in parte quello che provano.

Reputo le donne un gradino sopra gli uomini, reputo la loro intelligenza più piena, più rotonda.

Una cosa ci terrei a dire a Lennon e Manu. Io non “stendo”, io non “porto a letto”, in quei momenti (che per me non è solo la scopata) io ci metto tutto me stesso, ritrovo un po’ di calore, riesco a sentirmi ancora un po’ vivo. Non faccio classifiche e non ci tengo neanche a farle.

Non so se sono diventato un pezzo di merda che rimestato al sole puzza, so che questo è quello che mi va di fare in questo momento della mia vita e così faccio... con tutto le coseguenze che ne possono derivare.

Un saluto a tutti e tutte.

13 ottobre 2008

Come


COME

Il post QUANTO oltre ad aver scatenato un “dibattito” ha incuriosito molta gente sul fatto che in pausa pranzo si giochi a calcio con i colleghi.

Molti mi hanno chiesto COME mai e COME sia nata la cosa, ragione per cui questo post si intitola COME.

Il tutto succede circa 2 anni fa. Mi posi, in un periodo difficile della mia vita, la domanda su COME potevo sfruttare diversamente la pausa pranzo.
Avuta l’autorizzazione da parte dell’azienda ad utilizzare gli spogliatoi con relative docce decisi di iniziare a correre. Il fatto di correre come sempre dapprima diede origine a sfottò, ma poi, vista la mia perseveranza, incuriosì i colleghi ed io iniziai a chiedermi COME avrei potuto coinvolgere anche loro.

Un giorno per sfida organizzai una partita di badminton, con tanto di rete e righe di nastro e coinvolsi altri tre colleghi. Li chiamo qui con i soprannomi con cui sono attualmente conosciuti: l’argentino, il buitre ed il predator.
La partita fu avvincente e divertente, attrasse anche un po’ di pubblico, ma richiedeva di montare e smontare il campo ogni volta e si poteva giocare al massimo in quattro.

Tornando negli spogliatoi, l’argentino mi disse “mi sono divertito, ma a me piace giocare a calcio…”.

Qualche giorno dopo ci trovammo così io e lui, sempre nello stesso prato davanti all’azienda, a passarci il pallone dapprima da parte a parte fino a quando si unì a noi quello che sarebbe diventato Bakunin; il fatto è che noi eravamo cambiati mentre lui era in abiti da lavoro… e al suo ritorno in ufficio la sua camicia era madida di sudore.

La volta successiva eravamo in 4. A noi si unì il Guerriero. Le borse diventarano 2 porte ed iniziò subito una partita 2 contro 2.

Man mano che il tempo passava aumentavano il numero dei giocatori: il Buitre, il Gormita (attualmente Kebab) fino a quando a noi si unì la prima coraggiosa e temeraria fanciulla: Gianka.

A lei seguì il Condor (altra donzella) e con lei vennero prime maglie con i nomi stampati sulla schiena e le porticine con tanto di rete comprate da Decathlon.

Attualmente si gioca tendenzialmente due volte a settimana. Un volontario sacrificando un fine settimana ha costruito 2 nuove porte in legno dipinte di bianco e si sono formate 2 squadre fisse: il peachass (dal cosidetto “culo di pesca” di un componente ed il kebab di cui ne va ghiotto un giocatore). Prima i peachass si chiamavano “Relativismo” ed i kebab si chiamavano “Gormiti”.

Le squadre sono così composte:
Peachass:
Bakunin
Gianka
Bumba
Velociraptor
Guerriero
Pirata
Predator

Kebab:
Argentino
Cinese
Ale
Condor
Krol
Tin Tin
Buitre
Gormita

09 ottobre 2008

Questa Notte


Questa notte avevo 4 desideri:

- parlare un po’ con mio padre

- avere rassicurazioni sul futuro di mio figlio

- riunire i miei amici e passare un po’ di tempo a parlare con loro

- sapere che da qualche parte c’è una donna che mi aspetta e che io saprò amare

Per il primo ci vorrebbe un miracolo.

Per il secondo bisognerebbe essere un veggente.

Per il terzo superare tante piccole difficoltà logistiche.

Per il quarto bisognerebbe credere ancora nell’amore.

Visto il persistere del raffreddore ho preso un’aspirina e ci ho bevuto sopra un bicchiere di rum.

Ho dormito finalmente una notte intera senza svegliarmi e senza sogni.

Al mattino però i desideri erano ancora tutti li in fila.

08 ottobre 2008

Cabiria


Pare che Matteo prenderà parte a questo spettacolo.




29 settembre 2008

QUANTO

Oggi è la giornata dei QUANTO.
Adesso provo a spiegarmi.

Questa mattina (ieri per chi legge) mi sono chiesto QUANTO può essere lungo 1 km. In modo particolare l’ultimo km dei 21 che compongono la distanza di una mezza maratona.
Si, perché questa mattina ho corso la mezza maratona di Torino e l’ultimo km mi è sembrato molto, ma molto più lungo degli altri. Avevo le gambe che producevano barattoli di acido lattico e mi pareva di correre su di un piano inclinato insaponato che non finiva più.

Dopo pranzo mi sono chiesto QUANTO può vivere di vita propria un peperone nell’intestino. Si, perché a pranzo ho mangiato uno spiedino che contenevano un simpatico peperone giallo fatto a piccoli pezzettini… tanto simpatico quanto indigesto.

Poi mi sono chiesto QUANTO sia importante il culo. Si perché guardando la partita del Toro la Lazio ha fatto un tiro e ha fatto goal, noi un tiro e abbiamo preso una traversa.

Siccome quando il Toro perde è meglio che faccia due passi e scarichi un po’ di tensione sono andato in centro e mi sono chiesto QUANTO sono spendaccione. Si perché mi sono comprato una maglia a righe di tutti i colori che in confronto la maglia della Sampdoria è una sobria maglia in quasi tinta unica.

Poi mi sono chiesto QUANTO è bella Torino. Si, perché tornando a casa sono passato dal Valentino ed ascoltando Janis Joplin nelle cuffiette mi sono messo a guardare il Po, il monte dei cappuccini, Superga e gli alberi e le case… ed era tutto molto bello.

Dopo mi sono chiesto QUANTO mi piace bere un aperitivo. Si, perché dopo una maratonina in cui ho bruciato calorie e grassi, dopo che il Toro ha perso e dopo un sano shopping, ci sta proprio un bell’aperitivo, sul calare del sole, col freschino che arriva, con l’alcol ti scalda subito.

Poi mi sono chiesto QUANTO mi piace guardare le donne negli occhi per strada. Si, perché mi piace incrociare gli sguardi e farmi delle storie nella mia testa. Oggi mi sono fidanzato con una ventina di loro, con 4 o 5 mi sono sposato e di 2 o 3 ho conosciuto anche la famiglia.

Tornato a casa mi sono chiesto QUANTO può essere importante una partita di pallone. Si, perché ho visto il borsone del calcio e ho pensato che il giorno dopo avrei giocato in pausa pranzo con i miei colleghi. Ma ahimè la partita è il martedì e così mi sono un po’ rattristato. E’ incredibile QUANTO mi può cambiare la giornata lavorativa, il clima in ufficio, quando insieme a me in macchina sale anche la borsa del calcio.

Adesso mi chiedo QUANTO ve ne possa fregare a voi di tutto QUANTO ho scritto e QUANTO penserete che io sia fuori di testa, ma io spesso ho bisogno di esternare anche i miei stupidi pensieri quotidiani.

Questo è QUANTO!

26 settembre 2008



TI GUARDERO’ (a mio figlio)

Ti guarderò
Tenendomi lontano
Senza giudicare
Presenza assente
Silenzio che ascolta

Vorrei essere
La casa aperta
Dove tornare
Quando fuori piove
L’alta montagna
Per respirare
In assenza d’aria
La candela accesa
Quando intorno
C’è soltanto la notte

Vorrei saperti
Lasciare andare
Insieme a te
Soffiare sui sogni
Un vento leggero
Sulla tua pelle
Da sentire appena

22 settembre 2008


VELO DI CARTA

Velo di carta
Viso di donna
Confusi i tratti
Di lineamenti misti
Non hanno forme
Le dita tese
Non c’è un profumo
Una seta sola

Dipingo momenti
Quadri da letto
Affreschi d’amore
Cerco i contorni
Da mettere insieme

Bisbiglio parole
Più sole di me
Che riempiono un’ora
Saltando tra i muri
Un paio di scarpe
Due passi nel buio

16 settembre 2008

Aria d'Autunno


Le giornate stanno cambiando.

La mattina l'aria è fresca... è buona cosa avere una maglia a portata di mano.

Ho l'impressione che i ritmi di vita calino leggermente, che si abbia meno pressione addosso.

Amo questo periodo dell'anno, mi fa sentire a "casa"... mi piace svegliarmi che non è ancora troppo chiaro e tornare a casa che inizia a fare buio.
... arriva l'autunno...

01 settembre 2008

Basta Poco


A volte ti accorgi che basta poco per stare bene o per passare un week end sereno.

Sono andato a trovare il mio amico Pietro in quel di Piacenza d'Adige... ed è sempre sorprendente come con un amico cerchi meccanismi anche dopo tanto tempo rientrino subito in funzione... come dopo pochi momenti si riescano a ritrovare sintonie interrotte fisicamente la volta precedente...

E' bello sapere che certe cose non cambiano... che certi sentimenti, certe emozioni ci sono sempre...

Forse il vero amore è quello tra amici...

29 agosto 2008

Tonolik Barcode


Ora potete "leggermi" con un lettore per codici a barre, smagnetizzarmi o mettermi su uno scaffale
;)

25 agosto 2008

C’è nell’intimità degli uomini un confine


Una bellissima poesia di Anna Achmatova... spiega secondo me benissimo la paura di lasciarsi andare, di amare senza barriere...


C’è nell’intimità degli uomini un confine
(Da Stormo Bianco)

C’è nell’intimità degli uomini un confine
che né l’amore, né la passione possono osare:
le labbra si fondono nel terribile silenzio
e il cuore si spezza per amore.

Anche l’amicizia qui è impotente, e gli anni
pieni di felicità alta infiammata,
quando l’anima è libera e distratta
dal lento languore della voluttà.

Pazzo è colui che vi si appresta,
raggiungerlo è morire d’angoscia...
Ora puoi capire perché non batte
il mio cuore sotto la tua mano.

Pietroburgo, maggio 1915

18 agosto 2008

Questa Luna


QUESTA LUNA

Questa luna
Non promette nulla di buono
Tutta velata nel cielo
Il suo è un sospiro leggero
Domani sarà cattivo tempo
Domani sarà un giorno sbagliato

La pioggia bagnerà tutto quanto
Lei non si ricorderà di me
Dell’appuntamento per l’ultimo bacio
Quello che non ci eravamo mai dati

Questa luna
Così lontana
Così stanca
Così desiderabile
Così maledettamente inafferrabile

Questa luna
È come te
Che non ci sei
Ma già mi manchi
Coi tuoi modi un po’ mi stanchi
Eppure vorrei averti qui davanti
Con quei riflessi
Che può solo la luna o gli occhi tuoi

23 luglio 2008

Verità: Napoli e i rifiuti!

Da guardare, la verità non è sempre quella che ci viene propinata...

21 luglio 2008

L'Alcol

L’ALCOL

L’alcol è amico
Della solitudine
Accompagna la malinconica
Ti abbraccia da dentro
Riscalda lentamente

L’alcol nutre
Allontana il cibo
Del corpo e della mente

L’alcol ti cerca
Sa quando non sei forte
Quando lo aspetti
Si fa sentire

L’alcol uccide
Coccolandoti lentamente
Ti porta via

15 luglio 2008

29 maggio 2008

Festival "Gioia E Sessualità"



Sabato 7 giugno 2008 al Teatro Ambra, via Chiesa della Salute 77 (Torino) dalle 15 alle 3 di notte.

Parteciperò anche io all’interno dello spazio Slam Poetry leggendo due poesie ed un racconto breve inedito.

Potete scaricare il programma completo a questo indirizzo
http://www.pressutopia.org/raduni/gioia_sessualita/Comunicati%20stampa/Programma.pdf

Partecipate, ne vale la pena.

19 maggio 2008

Le Tue Lacrime Questa Notte



LE TUE LACRIME QUESTA NOTTE

Le tue lacrime questa notte
Hanno uno strano colore
Riflesso di luna pallida e piena
Che si nasconde tra le nubi
O rimmel in esse disciolto
Trasportato sulle tue guance
Come rigagnolo come rigagnoli

Le tue lacrime brillano
Come l’acqua increspata del fiume
Dove si specchia il tuo volto
Dove si bagnano tutte le tue malinconie
Le dolorose paure della vita

Le tue lacrime scorrono
Lontane dalle parole
Dagli inutili discorsi
Scivolano lente ma inesorabili
Tra i sensi di colpa
Il bisogno di libertà
Il desiderio di scoprire l’essenza

Le tue lacrime sono il fanciullo
Che è sempre dentro di noi
Chiuso ingabbiato ferito
Costretto dai così non si fa
Privato di tutti i suoi sogni

Le mie lacrime sono lo specchio
Di tutte quelle da te versate
Solo che sono nascoste
Coperte da un cuscino di piume
Ormai hanno un loro pudore
Quello di non essere più viste

12 maggio 2008

Invisibili




Segnalo questa mostra dell'amico fotografo Simone Perolari.

Fa parte della rassegna Turin Photo Festival.

Inaugurazione con la presenza dell’artista giovedì 15 maggio 2008 a partire dalle 18 presso OLS p.za Vittorio 23/f - Torino


09 maggio 2008

Ero Qui Ieri

ERO QUI IERI

Ero qui ieri
Sarò qui domani
Come un girasole che brama il sole
Come un arcobaleno nascosto nell’aria
Che aspetta finisca la pioggia d’estate

Sono qui adesso
Aspetto seduto nella penombra qualcosa che non so
Qualcosa o qualcuno che so che deve arrivare
Fortemente lo so
Lo so?
Sto acquattato nascosto come cacciatore che aspetta la preda
O forse sto soltanto seduto sulla speranza che arrivi
Cosa in fondo non so
Ma aspettare altro non è che sperare

Sto qui seduto
E faccio fatica
Perché aspettare sperare è anche fatica
O forse soltanto paura
Che niente o nessuno possa arrivare

Quante sere
Ho sperato
In un segno speciale
Una voce che mi parli in silenzio
Una forza che mi trascini lontano
Trovare nel cielo la mia stella cometa

08 maggio 2008

Palestina


Volere uno stato per la Palestina non vuol dire essere antisemita.

28 aprile 2008

Tha Age Of The Understatement


Consiglio l’album “The Age Of The Understatement” dei The Last Shadow Puppets.

Veramente un bel disco dal sound molto particolare.

Ascoltatelo… in penombra…

21 aprile 2008

Sempre


SEMPRE

Sempre
Parola che mi spaventa
Nel panico mi scaraventa
Cuore nella tormenta
Sigaretta bagnata spenta
Bracciale
Polso vicino al petto
Sguardo senza sospetto
Segno quasi perfetto
Confine chiaro netto
Sogno
Dipinto sopra di te
Cappello che più non c’è
Domanda senza perché
Zucchero nel caffè
Piedi
Mossi dalla magia
Bacio che porta via
Profumo di armonia
Bisogno di compagnia
Vetro
Bicchiere tenuto in mano
Goccia caduta piano
Volto riflesso strano
Battito sempre lontano

09 aprile 2008

Orgasmo D'Uomo



ORGASMO D’UOMO

Non è solo modo di dire
Il sangue
Lo senti che scorre
Che gonfia
Irrora il membro
Lo rende potente
Ti rende impetuoso

Che siano dita
O labbra
Di bocca o vagina
Allo strusciare
Lo avverti che cresce
Partire da dentro
Un attimo
Contrazione fatale
E il liquido bianco
Si amalgama con il piacere
Esce
Espulso di getto
Da una molla nascosta
Tra l’ano e il pube

Tremi per pochi istanti
Ultime contrazioni
Mentre già senti
Il rifluire del sangue
E la pace
Dell’uomo e del pene

03 aprile 2008

30 anni di Birreria Petrarca




Martedì 15 aprile 2007 la Birreria Petrarca festeggia i suoi 30 anni!

^_^

31 marzo 2008

Ho Bisogno

foto by tonolik


HO BISOGNO

Ho bisogno di fare
Due passi da solo
Salire le scale
Sedermi sul molo

Di vedere la gente
Passarmi davanti
Non pensare per niente
Uomo tra i tanti

Ho cercato nel cielo
Un segno un consiglio
Un viso in un velo
La mano di un figlio

Ho guardato stupito
Le stelle nel nero
Mi sentivo pulito
Per una volta sincero

26 marzo 2008

L'eleganza Del Riccio


A proposito del senso della vita, riporto un breve brano tratto da “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery.

Il problema è che i bambini credono ai discorsi dei grandi e, una volta grandi, si vendicano ingannando a loro volta i figli.
“La vita ha un senso e sono gli adulti a custodirlo” è la bugia universale cui tutti sono costretti a credere.
Da adulti, quando capiamo che non è vero, ormai è troppo tardi. Il mistero rimane , ma tutta l’energia disponibile è andata da tempo sprecata in stupide attività.
Non resta che cercare di anestetizzarsi, nascondendo il fatto che non riusciamo a dare un senso alla nostra vita e ingannando i nostri figli per cercare di convincere meglio noi stessi.

17 marzo 2008

Freedom for Tibet


PRESS RELEASE

I am deeply concerned over the situation that has been developing in Tibet following peaceful protests in many parts of Tibet, including Lhasa, in recent days. These protests are a manifestation of the deep-rooted resentment of the Tibetan people under the present governance.

As I have always said, unity and stability under brute force is at best a temporary solution. It is unrealistic to expect unity and stability under such a rule and would therefore not be conducive to finding a peaceful and lasting solution.

I therefore appeal to the Chinese leadership to stop using force and address the long-simmering resentment of the Tibetan people through dialogue with the Tibetan people. I also urge my fellow Tibetans not to resort to violence.

THE DALAI LAMA

Dated: March 14, 2008

10 marzo 2008

Belle Anime Porche 2



Segnalo che dal 6 marzo è in libreria per Kowalski editore “Belle Anime Porche” di Francesca Ferrando.

Ne avevo parlato in un post del gennaio 2007
http://tonolik.blogspot.com/2007/01/belle-anime-porche.html dopo aver conosciuto l’autrice.

Molto probabilmente Francesca sarà anche regista del film che verrà tratto dal libro.

E brava Francesca!!!

Questo è il nuovo sito del libro:
http://www.belleanimeporche.it/

06 marzo 2008

The Future Is Unwritten


The Future Is Unwritten.

Un bel film, un gran documentario, un bel disegno per immagini che cattura l’anima di un uomo, con i suoi alti e bassi, i suoi dubbi, i suoi cambiamenti, le sue incoerenze.

Lo spirito del rock come espressione della vita, la vita come espressione del rock.

Da vedere!!! Da emozionarsi!!!


04 marzo 2008

Come Una Biglia Di Vetro


COME UNA BIGLIA DI VETRO

Come una biglia di vetro
Che rotola con l’anima rossa
Cercando piani inclinati
Così scivolo io
Tra le curve delle tue parole
Nel profumo dei tuoi silenzi
Sugli orli delle tue malinconie

Rimbalzo sui tuoi umori
Rallento sulle mie paure
Percorro l’asfalto bagnato
Da gocce di occhi umidi
Girandomi su me stesso
Inerzia del movimento
Del dito che mi ha lanciato

25 febbraio 2008

Mi Abituo

MI ABITUO

Mi abituo
A questa vita
A questo corpo
Alla rabbia che mi trasforma
Ai film visti da solo
Al bere
A parlarmi allo specchio

Mi abituo
A questa testa vagante
A dormire per storto
Ai tanti caffè
All’amore perduto
Ai locali di notte

Non riesco
Ad abituarmi
A stare con me

12 febbraio 2008

La Petra online


Ci sono posti nella vita che diventano come una seconda casa.

La birreria Petrarca per me è uno di quelli.

Ora anche lei ha il suo spazio myspace, per cui le faccio un po’ di pubblicità.

http://www.myspace.com/birreriapetrarca

Andateci a farvi una sana bevuta di birra!!!
LA “PETRA” LO SA

La Petra lo so
Non tradirà mai
Fin quando sarà
Una panca un abbraccio
Una birra un rifugio darà

In quelle notti di noia
Quando l’anima è persa
E sembra non esserci posto per te
Rimane il bancone di legno
La solita media
E un panino di Mario

Sanno più questi tavoli di me
Che amici di vecchia data
Sovente varcando la porta
Mi sembra di trovare pensieri
Lasciati la volta passata
A galleggiare nell’aria

Quando entro qua dentro
L’umore che ho
La Petra lo sa

30 commenti

Non pensavo con il post precedente di scatenare il dibattito che ha poi preso piede.

Provo qui a dire io alcune cose.

Forse Tonolik è incazzato con le donne, forse è diventato "amorale", ma alcune cose voglio chiarirle.

Non esistono più per me testi sacri, non esiste una morale cattolica o non cattolica.
Esisto io con quello che mi va di fare e con la testa che ho in questo momento.

Mi piace fare l'amore o fare sesso, mi piace stare con una donna, mi piace condividere l'intimità fisica e mentale.

Prima che io possa tornare ad essere completamente di un'altra donna credo che ci vorrà ancora del tempo o che semplicemente torni ad innamorarmi.

Ho deciso comunque nel frattempo di non stare "fermo", di sperimentare, di vivere, di andare contro gli schemi sociali, le regole non scritte che definiscono le relazioni; farò soffrire e soffrirò, ma almeno mi sentirò vivo.

Può darsi che mi capiterà di amare due donne contemporaneamente o di amare una donna che ama un altro uomo... chi cazzo può dire cos'è l'amore, chi crede di avere la ricetta magica?

Non chiedo di condividere questo mio modo di essere e pensare, quello che pretendo è di non venire giudicato... chi intende farlo può semplicemente lasciarmi perdere.

Vorrei dire ancora una cosa: in tutto quello che faccio, in tutte le relazioni che ho, di qualsiasi tipo, con qualsiasi sesso, ci metto tutta la passione che posso, con gli evidenti alti e bassi che ho in questo periodo della mia vita.

Tonolik the devil

05 febbraio 2008

Ritmo Lento

RITMO LENTO

Sono sceso
Sotto le coperte
A sentire il tuo profumo
A cercare
L’odore del tuo sesso

Sono stato
Con la testa sotto
Braccia larghe
Sfiorando le lenzuola
Completamente nudo
Il mio sudore
Parlava ancora di te
Dei nostri orgasmi
Appiccicosi e urlanti

Occhi chiusi
Il sesso che cresceva
Bastano pensieri
A far partire le mani
Ritmo lento
Dolce ninna nanna
Per sogni inumiditi

23 gennaio 2008


Solo dei poeti, ormai, solo della gente che lascia il cuore volare, che lascia la propria fantasia senza la pesantezza del quotidiano, è capace di pensare diversamente, ed è questo di cui oggi avremmo bisogno.

Tiziano Terzani

22 gennaio 2008

AAA


Datemi un sogno in cui vivere, perchè la realtà mi sta uccidendo.

Jim Morrison

04 gennaio 2008

Padre e Figlio


PADRE E FIGLIO

Padre e figlio
Non c’è spirito
Non c’è santo
C’è fatica
C’è paura
Sempre è stata
Di non essere
Di non sapere
Di sbagliare
Di non amare

Negli sbagli
Nei miei urli
Nei miei schiaffi
Nella rabbia
Nelle carezze
Negli sguardi
Son sempre stato
Solo e vero

Quante notti
Occhi aperti
A ripensare
A interrogare
A lacrimare

Passavan ore
Sommate insieme
Erano dei giorni
Non te ne accorgi
Diventan anni
Posi la mano
Ma quant’è grande
Ti guardo il viso
Sei un uomo