08 giugno 2009

Blog Parade

A quasi 3 anni dalla nascita di questo blog ho deciso di stilare la “blog parade” in base ai commenti ricevuti dai singoli post.

A breve ci sarà un restyling del blog stesso per grafica e contenuti.


BLOG PARADE

1) Ritmo Lento (commenti: 32) http://tonolik.blogspot.com/2008/02/ritmo-lento.html

2) Come (28) http://tonolik.blogspot.com/2008/10/come.html

3) Odio la madre (16) http://tonolik.blogspot.com/2007/06/odio-la-madre.html

4) About me (13) http://tonolik.blogspot.com/2008/10/about-me.html

5) Chi sbaglia paga (13) http://tonolik.blogspot.com/2007/01/chi-sbaglia-paga.html

6) Non sono di nessuno (9) http://tonolik.blogspot.com/2007/12/non-sono-di-nessuno_14.html

7) Quanto (9) http://tonolik.blogspot.com/2008/09/quanto-oggi-la-giornata-dei-quanto.html

8) Come queste nubi (9) http://tonolik.blogspot.com/2007/05/come-queste-nubi.html

9) Il male scuro (8) http://tonolik.blogspot.com/2008/12/il-male-scuro.html

10) Non so se so amare (7) http://tonolik.blogspot.com/2007/03/non-so-se-so-amare.html

05 marzo 2009

Marika Guida: "Terra su Tela"

picture by Marika Guida

Si segnala al "Petite Chevre Rouge" di Rivarolo Canavese, via San Francesco 45, la personale della pittrice torinese Marika Guida dal titolo "Terra su Tela".

Le opere rimarranno esposte per tutto il mese di marzo.

E' possibile acquistare le opere esposte.



25 febbraio 2009

Donne Che Si Dannano


Domenica 8 marzo 2009

Ristorante “IL PARCO
Via Molino 29
10040 Casellette (TO)
Tel./Fax 0119688090

Cena dalle ore 20:30 e spettacolo di Cabaret

“Donne che si dannano” di e con Vanessa Giuliani

http://www.vanessagiuliani.it/news.html

PS: si consiglia di prenotare!

06 gennaio 2009

Un Piccolo Punto Bianco

UN PICCOLO PUNTO BIANCO

Un piccolo punto bianco
Nella foto del suo cervello
Non erano diagnosi a dire
Ma la paura dentro ai suoi occhi
Ma la paura dentro ai suoi occhi

Alla foto successiva
Il punto era un palla
Nessuno dovette parlare
C’era la morte nei suoi occhi
C’era la morte nei suoi occhi

La palla fu levata
Le dita erano magre
La testa era rasata
Ancora la morte dentro ai suoi occhi
Ancora la morte dentro ai suoi occhi

Immagine uno:
Un padre sorridendo
Porta un figlio sulle spalle
Immagine due:
Un figlio silenzioso
Regge un’urna tra le mani

18 dicembre 2008

Il Male Scuro


Vi voglio raccontare una cosa. Senza vergogna. Vi voglio parlare del male scuro.

Ci sono dei giorni, delle mattine, che senza preavviso incomincio a sentire un peso sul petto, nel petto, è una sensazione di oppressione, di dolore non ben definibile.

Sale piano piano, a volte mi fanno male le tempie ed il respiro si fa faticoso, ansimante.

È come avere un polipo nero dai tentacoli neri nascosto dentro di te che rilascia il suo liquido nero che a sua volta piano piano investe tutto il tuo corpo.

Diventa più difficile pensare, i problemi si ingigantiscono, il futuro pare una montagna insormontabile.

A volte sparisce così come è arrivato, altre volte rimane per qualche giorno e quei giorni sono pesanti, stancanti.

Sono giorni veramente tanto faticosi: si sorride fuori e ci si sente morire dentro.

Sto cercando, quando arriva, di guardarlo come se fossi uno spettatore,di vederlo transitare, di sentirlo allontanare.

Ecco perché ci sono dei giorni o dei periodi che sono stanco e di cattivo umore, perché oltre a tutto il resto devo lottare con qualcosa dentro di me che ancora non conosco bene.

So di non essere l’unico, magari qualcuno vuole scriverne… magari ci si da conforto…

10 dicembre 2008

Distruggerei Presepi


DISTRUGGEREI PRESEPI

Distruggerei presepi
Con metodo con cattiveria
Con la rabbia del rancore

Per primi i pastori
Con tutte le loro pecore
Schiaccerei le case
Col peso delle mani
Via i pescatori felici
Dall’ebete sorriso stampato
All’aria i suonatori di flauto
E gli odiosi re magi
Dagli inutili e falsi doni

Poi mi fermerei alla capanna
Guarderei la famiglia felice
Gridando “Ma dov’è sto amore?”
“Che cosa sei venuto a portare?”

E basterebbe un colpo solo
Per vedere volare
Abulica anche la stella

05 dicembre 2008

Una Speranza Per Giulia


In 2 minuti si può fare un bonifico online ;)




26 novembre 2008

Questo Silenzio Tra Loro


QUESTO SILENZIO TRA LORO

Questo silenzio tra loro è un’aria vibrante
Un soffio di vento che riempie lo spazio
Lei sente i suoni nascosti dei suoi desideri
Sospesi in bolle di infinite e tonde paure
Accade che siano ferite a dettare melodia
In fondo la platea è la vita che guarda
E si deve suonare anche senza fervore

Lui si sente stordito dalle gran sinfonie
Che echeggiano forti dai pensieri di lei
Note veloci come un allegro o una fuga
Rincorsa di suoni e ritmi incalzanti
Mancando il libretto a volte si è persi e confusi
E l’adagio ti lascia improvviso senza respiro

L’applauso non sempre soddisfa il maestro
Quando sembra spazzare quel po’ di magia
C’è un momento soltanto che si vorrebbe fermare
Quando improvviso risale sospeso il silenzio
Tutto si ferma di colpo come in ascolto
La gente galleggia nell’aria composta
Nessuna parola sbagliata neanche un respiro

25 novembre 2008

photo by tonolik


LA CITTA’ ERA RUMORE

La città era rumore
E il rumore era musica
Voi raccoglievate firme per cambiare il mondo
Mentre il mondo cambiava con leggi sue
Due ragazzi si baciavano senza tempo
Due vecchietti si portavano per braccio
La fontana pisciava fuori perché il vento era forte

Era sabato pomeriggio
E la gente si rincorreva con buste in mano
Le luci di natale si accendevano tutte insieme
Come i nasi che guardavano all’insù stupiti
Era musica di una città che pulsava
Che a modo suo nella sera si raccontava

06 novembre 2008

You Are The Skin

Photo by Tonolik

Stavo correndo, era una domenica mattina e mi è venuta in mente la frase “you’re the skin of my body”.
Poi è rimasta li, ogni tanto tornava in mente, pensavo a come metterla in una poesia, l’idea di un testo in inglese mi spaventava, ma forse ci poteva stare bene anche dentro un testo in italiano.
Una sera ero in compagnia quando improvvisamente mi si è aperta una “porta” mentale e ripensando a “you are the skin of my body” è uscito il testo. Ed è uscito in inglese.
Può essere una poesia dedicata a una donna, in modo specifico la prima parte, mentre la seconda è più intimista, ma identifica anche la dualità che esiste in ogni essere umano, quello che si è dentro e quello che si è fuori, come si è nell’anima e come si appare all’esterno.
Amo molto il verso conclusivo, mi capita spesso di essere “le bugie chiuse nei miei occhi”, sono li, messe a disposizione di chi le sa trovare, di chi le vuole leggere.



YOU ARE THE SKIN

You are the skin of my body
You are the hand to hold in the dark
You are the way under my feet
You are the ice in a hot day
You are the rainbow after the rain
You are the tears after the fears
You are the hair lost in my bed
You are the girl I’d like to be

I’m the feeling frozen in my heart
I’m the shield built between us
I’m the stupid words to make you smile
I’m the music you play in my soul
I’m the lies closed in my eyes

31 ottobre 2008

Niente Più Versi


NIENTE PIU’ VERSI

Niente più versi
Per quest’anima arida
Amari messaggi
Da dita diverse
Rimbrotti e rumori
Come suoni stridenti

Non canta più
Il violino solista
Non pizzican corde
Le dita indurite
Han perso il talento
Il ritmo del vento

Scrivevo le note
Con la mia penna
Eran solo parole
Segni su carta
Di una vita normale
Memoria sonora

26 ottobre 2008

About me!

homo egoticus

Dopo tutti i commenti al post precedente, mi sento in diritto ed anche in dovere di rispondere.

Sono stato definito egoista, egocentrico, egotico, bugiardo, in cerca della riva dove ritroverò amore ed ideali, persona di cui non fidarsi, etc, etc e nello stesso tempo ho trovato tra le righe delle risposte dimostrazioni di affetto ed in parte penso anche di stima.

Sono sicuramente un egocentrico, forse è per combattere una timidezza ed una insicurezza che si celano in me… è vero che spesso tendo a mettermi davanti a tutto e tutti ed in questi ultimi 3 anni l’IO per me è diventato molto importante. Prima mettevo sempre davanti gli altri, ora ho deciso di lasciare spazio a me.

Egoista. In realtà pensavo di essere molto altruista, ma pensandoci è vero che lo sono diventato un po’… mi ritrovo forse quando mi si accusa di non pensare ai danni che posso provocare agli altri… è anche vero che se non si è un po’ egoisti non si fa nulla.

Bugiardo. Beh, si… nel senso che sulle questioni “sentimentali” o “sessuali” faccio fatica ad essere completamente trasparente come lo sono credo per tutte le altre cose che mi riguardano. Ma è difficile per me essere schietto… diciamo che più che bugiardo cerco di dire delle mezze verità che poi forse sommate tutte insieme danno la verità. Ma non è facile, pur se le regole del rapporto sono state definite da subito, dire ad una donna che si fa sesso con un'altra.

In cerca dei valori persi e dell’unico amore. Ma… diciamo che in cerca dell’amore è forse vero, dell’unico è difficile da dirsi. Spesso sono assalito dai dubbi se io abbia mai amato o se sia capace di amare. In quanto hai valori persi, alcuni sono contento di averli messi da parte, altri sono sicuro che torneranno in forma diversa, ma sicuramente non saranno quelli di prima.

Egotico. È una definizione complessa, cercatela su internet http://it.wikipedia.org/wiki/Egotismo. Sicuramente il mio egocentrismo e la mia visione del sesso e del femminile possono in parte avvicinarmi a questa definizione… anche se la trovo un po’ cattivella.

Persona di cui non fidarsi. È la cosa che mi ha ferito di più. Spero che non sia vero. Non ho altro da dire.

Una cosa è vera. Mi piacciono le donne. Mi piace l’universo femminile. Vedere una donna che sta bene con me è una delle soddisfazioni più grandi che provo in questo periodo.
Invidio la donna, invidio la sua femminilità, mi piace annusarla, mi piace scoprirla, mi piace fare le cose che fanno le donne per capire almeno in parte quello che provano.

Reputo le donne un gradino sopra gli uomini, reputo la loro intelligenza più piena, più rotonda.

Una cosa ci terrei a dire a Lennon e Manu. Io non “stendo”, io non “porto a letto”, in quei momenti (che per me non è solo la scopata) io ci metto tutto me stesso, ritrovo un po’ di calore, riesco a sentirmi ancora un po’ vivo. Non faccio classifiche e non ci tengo neanche a farle.

Non so se sono diventato un pezzo di merda che rimestato al sole puzza, so che questo è quello che mi va di fare in questo momento della mia vita e così faccio... con tutto le coseguenze che ne possono derivare.

Un saluto a tutti e tutte.

13 ottobre 2008

Come


COME

Il post QUANTO oltre ad aver scatenato un “dibattito” ha incuriosito molta gente sul fatto che in pausa pranzo si giochi a calcio con i colleghi.

Molti mi hanno chiesto COME mai e COME sia nata la cosa, ragione per cui questo post si intitola COME.

Il tutto succede circa 2 anni fa. Mi posi, in un periodo difficile della mia vita, la domanda su COME potevo sfruttare diversamente la pausa pranzo.
Avuta l’autorizzazione da parte dell’azienda ad utilizzare gli spogliatoi con relative docce decisi di iniziare a correre. Il fatto di correre come sempre dapprima diede origine a sfottò, ma poi, vista la mia perseveranza, incuriosì i colleghi ed io iniziai a chiedermi COME avrei potuto coinvolgere anche loro.

Un giorno per sfida organizzai una partita di badminton, con tanto di rete e righe di nastro e coinvolsi altri tre colleghi. Li chiamo qui con i soprannomi con cui sono attualmente conosciuti: l’argentino, il buitre ed il predator.
La partita fu avvincente e divertente, attrasse anche un po’ di pubblico, ma richiedeva di montare e smontare il campo ogni volta e si poteva giocare al massimo in quattro.

Tornando negli spogliatoi, l’argentino mi disse “mi sono divertito, ma a me piace giocare a calcio…”.

Qualche giorno dopo ci trovammo così io e lui, sempre nello stesso prato davanti all’azienda, a passarci il pallone dapprima da parte a parte fino a quando si unì a noi quello che sarebbe diventato Bakunin; il fatto è che noi eravamo cambiati mentre lui era in abiti da lavoro… e al suo ritorno in ufficio la sua camicia era madida di sudore.

La volta successiva eravamo in 4. A noi si unì il Guerriero. Le borse diventarano 2 porte ed iniziò subito una partita 2 contro 2.

Man mano che il tempo passava aumentavano il numero dei giocatori: il Buitre, il Gormita (attualmente Kebab) fino a quando a noi si unì la prima coraggiosa e temeraria fanciulla: Gianka.

A lei seguì il Condor (altra donzella) e con lei vennero prime maglie con i nomi stampati sulla schiena e le porticine con tanto di rete comprate da Decathlon.

Attualmente si gioca tendenzialmente due volte a settimana. Un volontario sacrificando un fine settimana ha costruito 2 nuove porte in legno dipinte di bianco e si sono formate 2 squadre fisse: il peachass (dal cosidetto “culo di pesca” di un componente ed il kebab di cui ne va ghiotto un giocatore). Prima i peachass si chiamavano “Relativismo” ed i kebab si chiamavano “Gormiti”.

Le squadre sono così composte:
Peachass:
Bakunin
Gianka
Bumba
Velociraptor
Guerriero
Pirata
Predator

Kebab:
Argentino
Cinese
Ale
Condor
Krol
Tin Tin
Buitre
Gormita

09 ottobre 2008

Questa Notte


Questa notte avevo 4 desideri:

- parlare un po’ con mio padre

- avere rassicurazioni sul futuro di mio figlio

- riunire i miei amici e passare un po’ di tempo a parlare con loro

- sapere che da qualche parte c’è una donna che mi aspetta e che io saprò amare

Per il primo ci vorrebbe un miracolo.

Per il secondo bisognerebbe essere un veggente.

Per il terzo superare tante piccole difficoltà logistiche.

Per il quarto bisognerebbe credere ancora nell’amore.

Visto il persistere del raffreddore ho preso un’aspirina e ci ho bevuto sopra un bicchiere di rum.

Ho dormito finalmente una notte intera senza svegliarmi e senza sogni.

Al mattino però i desideri erano ancora tutti li in fila.

08 ottobre 2008

Cabiria


Pare che Matteo prenderà parte a questo spettacolo.




29 settembre 2008

QUANTO

Oggi è la giornata dei QUANTO.
Adesso provo a spiegarmi.

Questa mattina (ieri per chi legge) mi sono chiesto QUANTO può essere lungo 1 km. In modo particolare l’ultimo km dei 21 che compongono la distanza di una mezza maratona.
Si, perché questa mattina ho corso la mezza maratona di Torino e l’ultimo km mi è sembrato molto, ma molto più lungo degli altri. Avevo le gambe che producevano barattoli di acido lattico e mi pareva di correre su di un piano inclinato insaponato che non finiva più.

Dopo pranzo mi sono chiesto QUANTO può vivere di vita propria un peperone nell’intestino. Si, perché a pranzo ho mangiato uno spiedino che contenevano un simpatico peperone giallo fatto a piccoli pezzettini… tanto simpatico quanto indigesto.

Poi mi sono chiesto QUANTO sia importante il culo. Si perché guardando la partita del Toro la Lazio ha fatto un tiro e ha fatto goal, noi un tiro e abbiamo preso una traversa.

Siccome quando il Toro perde è meglio che faccia due passi e scarichi un po’ di tensione sono andato in centro e mi sono chiesto QUANTO sono spendaccione. Si perché mi sono comprato una maglia a righe di tutti i colori che in confronto la maglia della Sampdoria è una sobria maglia in quasi tinta unica.

Poi mi sono chiesto QUANTO è bella Torino. Si, perché tornando a casa sono passato dal Valentino ed ascoltando Janis Joplin nelle cuffiette mi sono messo a guardare il Po, il monte dei cappuccini, Superga e gli alberi e le case… ed era tutto molto bello.

Dopo mi sono chiesto QUANTO mi piace bere un aperitivo. Si, perché dopo una maratonina in cui ho bruciato calorie e grassi, dopo che il Toro ha perso e dopo un sano shopping, ci sta proprio un bell’aperitivo, sul calare del sole, col freschino che arriva, con l’alcol ti scalda subito.

Poi mi sono chiesto QUANTO mi piace guardare le donne negli occhi per strada. Si, perché mi piace incrociare gli sguardi e farmi delle storie nella mia testa. Oggi mi sono fidanzato con una ventina di loro, con 4 o 5 mi sono sposato e di 2 o 3 ho conosciuto anche la famiglia.

Tornato a casa mi sono chiesto QUANTO può essere importante una partita di pallone. Si, perché ho visto il borsone del calcio e ho pensato che il giorno dopo avrei giocato in pausa pranzo con i miei colleghi. Ma ahimè la partita è il martedì e così mi sono un po’ rattristato. E’ incredibile QUANTO mi può cambiare la giornata lavorativa, il clima in ufficio, quando insieme a me in macchina sale anche la borsa del calcio.

Adesso mi chiedo QUANTO ve ne possa fregare a voi di tutto QUANTO ho scritto e QUANTO penserete che io sia fuori di testa, ma io spesso ho bisogno di esternare anche i miei stupidi pensieri quotidiani.

Questo è QUANTO!

26 settembre 2008



TI GUARDERO’ (a mio figlio)

Ti guarderò
Tenendomi lontano
Senza giudicare
Presenza assente
Silenzio che ascolta

Vorrei essere
La casa aperta
Dove tornare
Quando fuori piove
L’alta montagna
Per respirare
In assenza d’aria
La candela accesa
Quando intorno
C’è soltanto la notte

Vorrei saperti
Lasciare andare
Insieme a te
Soffiare sui sogni
Un vento leggero
Sulla tua pelle
Da sentire appena

22 settembre 2008


VELO DI CARTA

Velo di carta
Viso di donna
Confusi i tratti
Di lineamenti misti
Non hanno forme
Le dita tese
Non c’è un profumo
Una seta sola

Dipingo momenti
Quadri da letto
Affreschi d’amore
Cerco i contorni
Da mettere insieme

Bisbiglio parole
Più sole di me
Che riempiono un’ora
Saltando tra i muri
Un paio di scarpe
Due passi nel buio

16 settembre 2008

Aria d'Autunno


Le giornate stanno cambiando.

La mattina l'aria è fresca... è buona cosa avere una maglia a portata di mano.

Ho l'impressione che i ritmi di vita calino leggermente, che si abbia meno pressione addosso.

Amo questo periodo dell'anno, mi fa sentire a "casa"... mi piace svegliarmi che non è ancora troppo chiaro e tornare a casa che inizia a fare buio.
... arriva l'autunno...